La Juve resiste quasi un tempo, poi Messi la schianta. Il Barcellona vince 3-0


Di Gianluca Oddenino

Tre gol, spettacolo puro e il pubblico di casa in festa per la doppietta di un fenomeno argentino. Solo che questa volta non è la Juve, lo Stadium e Dybala ad esultare per una notte di gloria in Europa: tocca al Barcellona, al Camp Nou e a Messi prendersi la scena con un 3-0 che non vale la vittoria dell’andata dei quarti di finale della scorsa Champions, visto che questa è la prima sfida del girone, ma ha un significato ben preciso. I blaugrana si prendono la rivincita di quella eliminazione con gli interessi e soprattutto Leo Messi spedisce un messaggio mondiale: il suo impero non è in pericolo e il confronto con Dybala non ha fatto altro che esaltare il genio del 10 blaugrana. Per la Juve quella di Barcellona è una dura lezione, anche perché Allegri non perdeva una sfida ai gironi da due anni e i bianconeri sono durati solo un tempo, il primo, come a Cardiff. 

La Juve parte subito forte, con un 4-3-3 camaleontico che diventa 4-4-2 in fase di non possesso (grande sacrificio di Douglas Costa sulla sinistra) e mette in difficoltà il centrocampo e la difesa del Barcellona. I blaugrana lasciano spazio ai bianconeri, che per altro sfruttano il contropiede per fare male. Dopo il tiro pericoloso di De Sciglio al 6’, la Juve ha un’occasione enorme con Dybala: il diagonale della Joya, però, è debole e preda di Ter Stegen. Il portiere tedesco rischia anche al 12’ sul bel tiro di Pjanic, ma può tirare un sospiro di sollievo. Anche perché il Barça inizia a giocare e Buffon sale in cattedra, salvando in uscita fuori area al 16’ e poi volando sul tiro micidiale di Suarez al 20’. Passata la fiammata, i campioni d’Italia tornano a macinare gioco e allo stesso tempo sprecare buone chance con Matuidi e Bentancur. E’ nel finale di primo tempo, però, che la partita si infiamma: De Sciglio al 38’ innesca follemente Dembelè in area con un passaggio sballato, ma Alex Sandro compie un mezzo miracolo nel salvare sul giovane francese. Poi il terzino destro esce per una distorsione alla caviglia, al suo posto Sturaro, e proprio al 45’ arriva il colpo di biliardo di Messi che fa urlare di gioia il Camp Nou. 

Il colpo è duro da digerire, anche perché la squadra di Allegri aveva tenuto bene il campo e poteva recriminare per le occasioni sciupate malamente. La Juve ad inizio ripresa ha subito provato a reagire, ma Dybala non era proprio in serata (tiraccio al 3’) e Higuain neanche pervenuto. Il Barça aspetta solo che Messi si inneschi e le attese non rimangono deluse: al 7’ prende un palo clamoroso per potenza e precisione (fortunato Buffon a vedere la respinta di schiena finire fuori di un soffio) e all’11’ innesca il 2-0 con un’azione devastante sulla destra (gol di Rakitic dopo la respinta di Sturaro). Lo show, però, si sublima al 24’ con un’azione personale che vale il 3-0 del Barcellona dopo aver saltato Alex Sandro e Benatia, nonché fulminato Buffon con un tiro ad incrociare. Il Camp Nou esplode di gioia, tra una rivendicazione e l’altra per l’indipendenza della Catalogna, e il poker di Suarez negato per un fuorigioco. La Champions della Juve non è compromessa, ma 101 giorni dopo il 4-1 di Cardiff c’è un’altra batosta da digerire. 

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